Chris Anderson nell’editoriale apparso questo mese sulle pagine di Wired non si fa scrupoli nel dire: “il Web è morto“. Il direttore del noto magazine americano spiega con parole molto semplici la trasformazione alla quale stiamo assistendo legata alla fruzione dei contenuti online attraverso internet.

Ti svegli e controlli l’e-mail nel tuo iPad accanto al letto – ecco un’applicazione. Durante la colazione sfogli Facebook, Twitter, e il New York Times – altre tre applicazioni. Nel tragitto verso l’ufficio, ascolti un podcast sul tuo smartphone. Un’altra applicazione. Al lavoro, scorri i feed RSS su un lettore e comunichi con Skype e IM. Ancora applicazioni. Alla fine della giornata, torni a casa, ceni ascoltando Pandora, giochi con la Xbox Live e guardi un film sul servizio di streaming di Netflix.Hai trascorso tutto il giorno su Internet – ma non sul Web. E non sei il solo.

Parole chiare e semplici che indicano la direzione verso la quale stiamo andando. Una vita e un mondo sempre su internet ma sempre più lantano dalla classicità dei Browser, dal “vecchio” PC e da quella navigazione fatta di Browser Web, pagine, tab e grandi schermi. Secondo la società di analisi Compete, il 75% delle pagine viste in Usa deriva dai 10 siti web più cliccati: Google, eBay, Youtube, Amazon, App e iTunes Store ecc.

La navigazione attraverso le Apps sembra dunque la strada più utilizzata dagli utenti per “trascorrere” online la giornata. Del resto il detto “c’è un’app. per tutto” sembra calzare a pennello in questa visione del mondo digitale.

Che sia stato iPhone all’inizio o i nuovi competiror che hanno spinto il mondo delle applicazioni verso orizzonti fino a pochi mesi fa inimmaginabili è difficile dirlo. Certo è che se uniamo i principali sistemi mobili di oggi, Android, iPhone, Symbian, Windows Mobile, Bada, WebOS e Blackberry ci accorgiamo che esistono 600.000 e oltre applicazioni diverse, la maggior parte delle quali offre una interconnessione con il mondo online.

Twitter, Facebook, Google Maps, Foursquare, applicazioni per news, rss, ecc sono ormai radicate all’interno dei nuovi gadget portatili e farne a meno, una volta abituati, è praticamente impossibile.

Il Web è dunque morto? Quanti di voi preferiscono leggere una mail dal cellulare, ricercare un contenuto particolare attraverso una applicazione dedicata allo scopo, piuttosto che utilizzare il computer, strumento che difficilmente teniamo acceso sempre?

Ovviamente allo stato attuale forse è estremizzare il concetto, ma l’avvento dei tablet, la facilità d’uso e sopratutto l’immediatezza e la velocità di accesso ai dati, sono forti deterrenti per andare in questa direzione. Accendere il computer, inserire la password, aprire il browser e accedere all’informazione è sicuramente meno rapido che prendere il proprio Tablet/palmare attivarlo e ritrovarsi subito connessi alla propria rete con l’app dedicata alla funzione che cerchiamo.

Inoltre, navigare dal divano, in bagno, in cucina al parco o ovunque siamo, permette di creare un legame con questi oggetti che difficilmente si ha con un PC, spesso sinonimo di lavoro e non associato al tempo libero e/0 svago.

La morte del World Wide Web così come l’abbiamo sempre inteso decreterà anche quella dei browser? Per Anderson è probabile. Ma non solo. Con il Web muore anche il modello economico che finora ha sorretto i piani di molte Internet-company.

Il dibattito è appena iniziato. Fra le repliche più interessanti segnaliamo quella di Tim O’Reilly, guru del Web 2.0, che in questo interessante botta e risposta con lo stesso Anderson descrive il cambiamento in atto in termini meno pessimistici:

“Il web è morto? Posso essere d’accordo se si parte dal presupposto che un bambino muore ogni qual volta diventa un adulto. Ma, francamente, non la vedo così. Il bambino vive, ma cambia dal momento che cresce”.

Un cambiamento dunque e non una morte, un adeguarsi ai tempi e alle nuove forme tecnologiche. Che la navigazione da pc, con mouse e tastiera possa subire una trasformazione presto è una opinione comune, ma forse il WEB non è morto, si sta solo trasformando… Ci vorrà comunque tempo…

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